la non fiera delle vanita'
sveglia, inutilizzata.
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immenso! spiace solo che iutub sfumi il fermo immagine finale.
sui dari, lasciamo da parte temporaneamente tutta una serie di argomentazioni che comunque li renderebbe ridicoli, cose peraltro di poca importanza, tipo la qualità della musica e del testo o anche solo l'apparenza fashion. facciamo per un attimo finta che vada tutto bene, sorvoliamo anche sul misero fatto che cercando dari su youtube, come si nota dal link, si trovino solo video di parodie. non si può però non riconoscere che il nome, dari, sia il peggior nome mai avuto da un gruppo.
per quel che riguarda i metallica, non che mi abbiano mai fatto impazzire, ma l'ultima è una copia di una loro stessa canzone.
"gli è scoppiato il tubo della merda nel cervello"
(tromasio)
la sera prima della grande notte sei in camera d'albergo. la tensione ti divora le budella, il corpo teso come un violino, impossibile prendere sonno. hai dedicato la tua vita ad uno sport sconosciuto dai più. il più maestoso dei palcoscenici ti attende il giorno dopo, sei uno dei superfavoriti.
mi chiedo, ma in tutte quelle lunghe ore di veglia, possibile che l'unica cosa che riesca ad immaginarti è che, vedendo te stesso sul gradino più alto del podio, inquadrato da centinaia di telecamere, flashato da migliaia di fotografi, rimbalzato da milioni di pagine web, proprio in quel momento il tuo massimo segnale possibile all'umanità sarà fare finta di mordere la medaglia?
cazzo, puoi far di meglio!
"l'italia è allo sbando"
(tradiz.)
sono basito.
a luglio si presenta al bacaro un duo a fare un concertino. organizziamo un service volante, io raddoppio in difesa come fonico.
ieri sera vedo un video divertente, faccio presente la cosa a frankz, un paio di commenti veloci e via.
poi più tardi, arrivato oramai al computer, realizzo che i due che han fatto il concerto e i due del video divertente sono esattamente le stesse persone.
chi ci conosce sa della nostra snobistica avversione per il calcio - non chiedetemi il perché sulla prima persona plurale, ma pare faccia figo. ci sono però delle attenuanti: il nostro ruolo di tuttologi innanzitutto (la tuttologia cozza collo snobismo, ma chi è senza contraddizioni interne?), ma anche il fatto che in questo paese s'è sottoposti a un bombardamento mediatico calcistico di proporzioni esorbitanti. basti pensare che in tv non parlano d'altro a cominciare da quando il calcio è fermo. disgustorama.
ad ogni modo, ho sentito casualmente tre separate interviste a mourinho su tre argomenti diversi. il personaggio mi piace. secco spietato supponenete arrogante. un comunicatore, uno sfruttatore dei media nella maniera più veloce e distruttiva. insomma, il prototipo dell'allenatore ipermoderno. uno così andrebbe pagato ugualmente anche solo per fare il portavoce e le conferenze stampa dopo la partita, una specie di pr tecnico della squadra, persino senza dover mettere mano agli allenamenti o alla lista di quelli che scendono in campo.
dopotutto, ai suoi tempi la wwf lo dimostrò, e il calcio italiano fa la stessa cosa facendo finta di non farla: non sono tanto gli incontri quelli che contano mediaticamente, ma tutti gli scontri a voce nel back stage.
e per carità, world wrestling federation, non world wildlife fund.
bibitoni preferiti dai giovani d'oggi:
- sex on the beach. semplicemente scabroso, robaccia dolce da anni '80. adesso tireranno fuori anche il grasshopper, il between the sheets e il white lady.
- vodka alla pesca e succo d'arancia. ah! grazie, la variante ignorante di quello sopra.
- malibu e coca. mmm. boh. mi sono abbassato ad assaggiarlo e non fa così schifo come si potrebbe pensare all'inizio, comunque l'assaggio m'è bastato.
- amaretto di saronno. non mi son mai piaciuti i biscotti, figuriamoci sta roba.
- fernet. questo lo beveva mia nonna di nascosto.
in particolari situazioni di umidità e temperatura piccoli batuffoli di nuvole si attaccano morbidamente sui fianchi dei monti boscosi. persino nelle prealpi bergamasche, l'equivalente alpino del mare di rimini, questo crea un alone surreale. come quando nevica: il tempo, quello brutto, riesce a trasformare un anonimo sfondo di case, campanili e palazzetti dell'hinterland bergamasco in piccole vallette da fiaba. per carità, non sempre, che quando piove pesante sfrangica mortalmente i coglioni.
ad ogni modo, l'uscita prevede una cena alle 5 del pomeriggio a base di polenta taragna, cinghiale, capriolo e pessimo vino, e tutto questo va ancora meglio col tempo autunnale.
adesso aspettiamo con trepidazione il fine settimana col camino acceso, le castagne sul fuoco, il vino ad onda lunga.
al centro di prenotazione unificato dell'ospedale di seriate mi tocca un ragazzo giovane, una mezza dozzina d'anni meno di me, con capello lungo scuro raccolto e barbetta incolta. potrebbe essere tranquillamente un avventore del bar. è gentile e mi sbriga tutte le pratiche, anche quelle per cui non avevo preso il bigliettino. inizia un simpatico scambio di battute e cazzate, alcune delle quali basate sulla fantasmagorica scrittura del mio dottore. un paio di risate, cordialità, cazzate e cazzatine. la cosa sorprendente, e in un tutto suo particolare modo rinfrescante, è che non abbiamo smesso mezzo secondo di darci del lei.
il sistema di classificazione del consumo degli elettrodomestici, quella farsa a base di letterine colorate oramai ridotte ad una sfilza sempre crescente di A, ricorda da vicino altre simili curve esponenziali. ad esempio, nel corso degli anni è cresciuta in ugual misura la capienza dei pannolini dei bambini, ogni uovo modello contiene il doppio di pipì di quello precedente, che a fare un rapido calcolo probabilmente il problema dell'inaridimento dei deserti è dovuto ai pannolini moderni. stessa sorte tocca ai mascara: the london look; con gli ultimi, se le donne non stanno attente si possono tranquillamente chiudere le ciglia nella portiera della macchina.
lo stesso identico sistema di crescita lo si è sempre visto negli avversari di goku. cazzo, il penultimo poteva squarciare l'universo con una scurengina, adesso arriva questo che al paragone quello je fa na pippa. qualcosa non torna, ed è tutta colpa degli sceneggiatori dei cartoni animati.
insomma, gli ultimi frigoriferi in vendita per fare il superfreddo immettono energia in rete, sono a consumo positivo. eppoi, non bastava guardare il wattaggio per sapere quanto cazzo consuma un elettrodomestico?
"sarà un autunno caldo"
(tradiz.)
casello casello, un giro di rolex. tac!
ponte della coperta. tek!
no, non ascolto radio dj.
la più terrificante è che mi s'è sgretolata una sicurezza. anzi di più, un mito, una leggenda, una santità, un'intera religione. io ne ero convintissimo, fin da bambino. d'altra parte dichiarare, come faccio io, che "dio non esiste" o meglio ancora che "non c'è nessun dio" è esattamente la stessa cosa che dire "non avrai alcun dio al di fuori di me", con la differenza che questa vende molto meglio. geniale, credetemi, che poi in italiano sarebbe più d'uopo dire "eccetto me", perché quell "al di fuori di me" ha un che di concetto spaziale che sa tanto di incestuoso e grottesco, ma quelli erano armeni e poi erano altri anni.
ad ogni modo, ce la stavamo sciallando sulle sponde del lago di tiberiade, ponendoci domande come: "ma come cazzo facevano a pescare in quest'acqua di merda?" o "ma come cazzo era possibile che ci fossero burrasche da placare in una vaschetta del genere?" e anche "ma da questo buco del culo del mondo è davvero nato tutto sto polverone millenario?", quando di colpo ho voluto rifare quel vecchio trucco del camminare sulle acque. ed è stato lì che ho capito di non essere io: al primo passo nella truce melmaglia subito il piede m'è affondato fino alla caviglia. da lontano il federara mi ha urlato: "ma no, non era esattamente il piede, ci camminava, ma arrivava comunque alle ginocchia". e allora via altri due passi. e cazzo, niente, nemmeno alle ginocchia.
o non sono io, o forse dio davvero non esiste.
"non so' più er ghepardo de na vorta"
"sarà sto bbuco nell'azoto"
(piotta)
comodità ritrovate: il prosecco, il letto comodo, il maiale. ma soprattutto, la possibilità di gettare la carta con cui ci si è puliti il culo direttamente nel cesso.
la canzone dell'estate in israele è questa, in heavy rotation ovunque. tip: da guardare in high quality.
la nostra canzone dell'estate invece è questa, perché si sa, il tamarro, il megatamarro, soprattutto d'estate, ha un perché tutto suo. tip: da cantare con accento della barona.
leone77 in l'unico vero grosso ...
MedeaFunesta in gli artic monkeys no...
MedeaFunesta in il dizionario delle ...
RHINN in il dizionario delle ...
camicamomilla in in questo periodo se...
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