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la non fiera delle vanita'

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mercoledì, 25 febbraio 2009

volevamo avvisare che, a differenza di quanto spesso capita sentire, cranberry non è ribes, ma corniolo.


Postato da: unfair a 19:40 | link | commenti

lunedì, 23 febbraio 2009

mi barrico dietro alla solita vecchia scusa ("mi ci hanno costretto") per lasciare andare, come una vecchia loffa, una considerazione sullo stato della musica italiana e, da lì, trarne una regola generale, nientemeno.

mina è stata osannata.

ritengo corretto che sia parzialmente ingiusto sparare su una cantante che ha rappresentato l'apice assoluto della canzone pop italiana. intendo dire: uno potrebbe fare notare come per gli standard del 2008 un solo passaggio in studio metta in evidenza l'età della signora, rivelandone non solo la non più cristallina e possente voce, ma anche le pecche di intonazione. potrebbe fare notare come a quaranta anni di distanza la tecnologia richieda che ci si adegui, d'altra parte la tecnologia è linguaggio e il linguaggio è il contenuto. potrebbe anche fare notare - l'unica cosa che il grande pubblico effettivamente le fa notare - che una se proprio non vuole apparire allora che non appaia e basta.

però quello che mi ha più fatto tristezza è l'incoerenza dell'interpretazione. se sei una grande interprete ti basta dare una lettura alle prime due frasi della canzone italiana per eccellenza per capirne il taglio.

quelle due frasi dicono "nessun dorma. nessun dorma". tutta questa pucciniana galleggia in un'aria mistico epica di proporzioni ipereroiche. l'eccitazione dell'esplosione dell'amore mista al sentimento di invincibilità.

e io non avevo mai sentito prima d'ora nessun cantante pronunciare delle frasi come "nessun dorma" o "vincerò", che si presuppone siano di uno che vuole spaccare il culo al mondo, con la stessa convinzione e veemenza di una ninna nanna.

ecco, la capacità di leggere il messaggio, e quindi di parlare il linguaggio, e quindi in ultima analisi la capacità di mantenere coerenza interna, è il peggiore male della canzone italiana. anzi, dell'italianità tutta.


Postato da: unfair a 18:52 | link | commenti (5)

lunedì, 16 febbraio 2009

giusto per sottolinearlo, ricordo che gli sci cosidetti "carving" sono nati perché gli snowboard alpini tiravano curvoni divertenti. wiki conferma, anche in italiano.


Postato da: unfair a 11:36 | link | commenti

ah ma allora ditelo. pak, con queste come stai messo?


Postato da: unfair a 11:13 | link | commenti (1)

non mi ricordo come ci sia finito e non ho idea di cosa c'entri in una giornata del genere. ad ogni modo, estates.


Postato da: unfair a 11:09 | link | commenti (2)

lunedì, 09 febbraio 2009

il caso englaro porta alla luce una serie di deliri.

innanzitutto il delirio mediatico: lo ripeto, quando si parla di notizie, io esigerei o mi auspicherei di essere informato; non mi interessano le emozioni. informarsi veramente sui fatti alla base pare sia al momento impossibile. sovrabbondano invece le metainformazioni, quelle informazioni su tutto il polverone che c'è attorno.

poi, come se ce ne fosse bisogno, il delirio politico. il caso englaro non è certamente il primo del genere, ma è l'unico che questa classe politica cavalchi come un drago isterico. la risolutezza e la celerità con cui si muove il governo io in vita mia non le ricordo per nessun'altra situazione. manco fossimo in guerra.

le due cose, i media e la politica, in italia hanno peraltro punti di giunzione da brivido. la politica berlusconiana è brillante soprattutto se televisiva. la televisione berlusconiana è necessariamente parziale e narcotizzante. la superficialità dilagante e la malaprassi sono indici di scarsa civiltà e cultura. in un circolo del genere è molto importante che televisione e politica parlino soprattutto di ciò che è di moda, l'englaro, appunto.

io sento fortemente la necessità di un rilassamente intellettuale, nel senso che gradirei che le cose fossero fatte con quella lentezza tipica dei saggi, con la comprensione, con l'onestà intellettuale, senza clamore, senza delirio, senza moviolona, senza urla, approfondendo, cercando di sterzarci verso l'umanità invece che la bestialità.

infine, cosa che a me interessa solo di riflesso, c'è un certo delirio religioso. io onestamente non ne vedo i motivi e non ne capisco le cause. c'è un non ben specificato attaccamento generico alla vita. le argomentazioni sono ridicole: se nella maggioranza dei casi attingono a quel "è la natura, l'ordine naturale delle cose", beh, in questo caso la natura avrebbe ucciso la englaro parecchio tempo fa. la natura, si sa, è cinica e brutale con la vita di tutti.

per quel che mi riguarda, in tempi non sospetti avevo velocemente parlato di questa situazione per il caso vesce, ma anche altre volte m'ero espresso chiaramente. per favore, non tenetemi a vegetare 20 anni su un letto.





 


Postato da: unfair a 16:57 | link | commenti (4)

mi si pone un dubbio straziante: seguire il pastafarianesimo o la religione dell'invisibile unicorno rosa?

ad ogni modo, possano i suoi sacri zoccoli non essere mai ferrati.


Postato da: unfair a 13:30 | link | commenti (2)

venerdì, 06 febbraio 2009

"e praticamente per l'adsl lei viene a pagare x. però le conviene fare anche la linea telefonica perché la paga due euro in meno al mese"

misteri della tecnologia. ad esempio, dal panettiere non m'è mai capitato.

"scusi vorrei due filoncini"
"guardi sono 4 euro, ma se compra anche un trancio di pizza le viene 3 euro e 70"


Postato da: unfair a 17:52 | link | commenti (1)

giovedì, 05 febbraio 2009

il vero asciugone arriva sempre non richiesto. quello del secolo pensavo di essermelo sorbito lunedì sera, quando un romano di mezza età, ubriaco marcio, andava declamandomi la sua discendenza da presunti non dogi veneziani, condendola con le più allucinabolanti e ardite storie personali di conoscenze famose: "c'era il grandissimo frank zappa che stava trombando la mia tipa e...". fosse stata solo la leggera molestia alcolica, gliela si sarebbe perdonata. fosse stata l'aggiunta degli aneddoti sui personaggi famosi, a me che ho passato innumerevoli capodanni nel castello di quell'attore del silenzio degli innocenti, non avrebbe fatto né caldo né freddo. il punto di svolta era la più violenta ascella centro italiota: non lasciava scampo; e come sapete, io anche di ascelle furenti ne so, ma quella era veramente troppa.

eppure niente, non è nemmeno stato lui, a dimostrazione del suo status di sfigato o, peggio ancora, eterno secondo. per quel che mi riguarda invece, non so cosa se la stia ghignando il destino al momento, ma di sicuro è una prova dall'alto.

stasera mi apprestavo a uscire per recuperare delle cime di rapa in previsione di una pasta tirata a lucido, quando driiin, il mio vicino ha voluto cercare la mia morte.

terzomondista, con addosso un odore di mais fritto nell'olio di topo, analfabeta di ritorno (ma immagino anche all'andata), capacità neuronica azzerata, mi ricorda che lunedì (guardacaso, proprio quando mi stavo facendo fare una cuffia in lana dal romano) non ero stato a casa sua per la dimostrazione sui prodotti dietetici.

cosa può fare il multilevelmarketing nelle mani di un incapace, ne sono shockato.

dieci minuti dopo è di nuovo sulla porta di casa, e stavolta s'è portato con sé una giacca e una cravatta impossibile, un paio di polveroni da mischiare a del latte di soia, un portatile conciatissimo da anni di virus e ignoranza informatica, fogli informativi sparsi a caso.

"denutrizione" non è nel suo vocabolario. oddio, nemmeno "vitamina b 2", se per questo. il portatile non ha batteria sufficiente, non ha volume sufficiente, non ha capacità sufficienti. al settimo (no dico, settimo) viaggio a casa sua riesce finalmente a far partire il dvd di presentazione. la confusione totale che i termini proteine, carboidrati e fibre hanno causato nella sua testa si mescola all'elenco casuale dei cibi e dei prodotti da vendere, non esattamente mandati a memoria. l'avreste fatto anche voi: avreste evitato qualsiasi commento che turbinava vorace nella vostra testa.

dopo due ore, il cranio gonfio come un carro di viareggio, sono ancora lì e sto facendo di tutto per farlo andare via - invano. nel frattempo è riuscito a farmi bere un mischione fienomil, a balbettare duemila cazzate, a non concludere niente. nemmeno la mia evidente insistenza nel cercare di comprargli la cosa meno costosa del listino (che non aveva: è tornato a casa a prenderlo) gli fa capire che è ora di andare.

ad essere onesti con se stessi a quel punto uno non avrebbe dovuto comprare nemmeno le barrette agli arachidi. la mia pietà mi sorprende, però quanto avrei voluto registrarlo.

il bibitone, dichiarato al sapore vaniglia, pervenuto al sapore fango dolciastro, faceva mortalmente cagare, ma è riuscito nell'intento: m'ha fatto passare l'appetito. ora speriamo solo che non faccia mortalmente cagare nel senso letterale.


"ah! la dimostrazione! è vero, non sono potuto venire, scusa. c'era gente?"
"eh... nessuno"


Postato da: unfair a 21:12 | link | commenti (2)