unfair

la non fiera delle vanita'

Eccomi

Utente: unfair

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Sul comodino

sveglia, inutilizzata.

Contatore

visitato *loading* volte

giovedì, 23 luglio 2009

bisognerebbe smetterla di prendere quelle maledette olive peruzza. un barattolo dura un giorno.


Postato da: unfair a 14:10 | link | commenti (1)
cibo

venerdì, 17 luglio 2009

è ormai qualche anno che il cibo è di moda. chef raffinatissimi con ghirigori di merdine, mousse, arie, liquidi non liquidi, gelatine calde.

neanche questi scherzano un cazzo, innanzitutto la ricetta fondamentale di una filosofia. poi quella per cui li ho trovati. quindi la loro versione di quello che ho mangiato stasera. infine il canale intero, dove andrò a studiare altre fini speialità. 

e inoltre, una voce assolutamente tagliata per il ruolo.


Postato da: unfair a 23:17 | link | commenti (2)
cibo

martedì, 26 maggio 2009

le piccole eccellenze nel trash di questo periodo mi portano a segnalare:

- tonnata esselunga (di questa sono praticamente schiavo)
- fein wurst citterio (fascia nera, spettacolari)
- birra budweiser (quella originale ceca, difficilissima da trovare)
- pizza "mediterranea" dell'iper (quella rossa)

non esattamente alimentazione adatta ai 40 gradi.


Postato da: unfair a 12:19 | link | commenti
cibo

giovedì, 14 maggio 2009

colpa del tromasio mi sono saltato, un paro di settimane fa, il primo ghiacciolo al limone della stagione, sostituito sottobanco da una birra - "lo faccio per il tuo bene", credo fossero le parole.

ora attendo con impazienza anche la prima occasione adatta per l'estrazione di un caffè in ghiaccio.


Postato da: unfair a 15:59 | link | commenti (2)
cibo

venerdì, 08 maggio 2009

trovato via facebook, poco è più glamour di foto a piatti perfetti.


Postato da: unfair a 14:34 | link | commenti (2)
cibo

giovedì, 23 aprile 2009

niente da fare, la guerra delle uova di pasqua la vince la novi, con quell'uovo spettacolosamente ripieno di un'infinita colata di nocciole intere.


Postato da: unfair a 15:40 | link | commenti (1)
cibo

lunedì, 26 gennaio 2009

nella nostra famiglia alla discendenza maschile in linea diretta è affidato storicamente il compito di condire l'insalata.

uno può fare di tutto, ma c'è una regola ferrea: il sale va sciolto nell'aceto prima di aggiungere l'olio.

sennò è come quando si fa la pasta sciapa e la si sala dopo: no.


Postato da: unfair a 16:21 | link | commenti (8)
cibo

domenica, 26 ottobre 2008

siamo da molto in un lungo periodo in cui la moda ci impone di avere sempre di più, di aggiungere, di aumentare; deve tutto essere più grasso, più luminoso, più nuovo, più splendente.

controtendenza, credo che stasera mi comprerò una pizza marinara, per il semplice motivo che è la più buona di tutte. una volta gustata m'incolperò, come sempre faccio, di non ordinarla molto molto più spesso e di cadere ogni volta nel tranello di quella con sopra settemila inutili cose.


"less is more"
(trad.)


Postato da: unfair a 18:37 | link | commenti (4)
cibo

domenica, 12 ottobre 2008

oddio, mi state veramente dicendo che la twinings non produce più quelle splendide scatole di latta a base quadrata col tappo tondo come le scatole da smalto?

no dai!


"non ci sono più certezze"
(tradiz.)


Postato da: unfair a 15:35 | link | commenti
cibo

venerdì, 03 ottobre 2008

per ribadire la sua immensa superiorità, occhio al minuto 3:33.


Postato da: unfair a 11:49 | link | commenti (2)
cibo

mercoledì, 01 ottobre 2008

mi sono follemente innamorato di gordon ramsey - sento il mormorio di fondo: chi???

gordon ramsey è un cuoco scozzese, al momento considerato da molti fra i migliori al mondo. ha un piccolo impero di tre stelle un po' ovunque. purtroppo non mi sono innamorato del cibo, ma della persona.

negli ultimi tre giorni ho passato ore e ore sul tubo a guardare puntate del suo programma kitchen nitghmares.

funziona così: da qualche parte nel mondo, molto preferibile se nelle isole britanniche, c'è un locale con cucina che sta andando a culo. lui arriva, sta una settimana e fa il possibile per farlo funzionare nuovamente; una specie di reality show montato in confezioni da circa un'ora.

va in locali di ogni tipo, dall'immenso ristorante esclusivo nella tenuta di campagna al piccolo buco che serve cibo cajun, dal pub di vecchietti al locale gestito da tre donne. ce n'è veramente di ogni.

nonostante la varietà dei locali, la trama è relativamente simile: gordon si presenta, ordina un paio di piatti, mentre li assaggia rischia di vomitare, dà del coglione a tutti, bestemmia come un turco, fa i dovuti aggiustamenti al menù, all'arredamento, alla gestione - sempre se non licenzia il cuoco - e alla fine, se tutto va bene, sono tutti felici e contenti.

ma non sono tanto le storielle a farmi piacere, è il modo "gordon" di fare le cose: un fottuto schiacciasassi. l'uomo è estremamente diretto, dice le cose come stanno, lo fa con una quantità di bestemmie in scozzese, è velocissimo di linuga e di cervello, vede tutto e lo comprende, ha una sua abrasiva sensibilità. moltissime persone al primo impatto crollano. le donne piangono, i cuochi lo mandano a cagare, la gente s'incazza. e lui rincara la dose: è testardo, competitivo, pieno d'energie. come non bastasse, ha dalla sua una troupe che lo riprende e un successo planetario come cuoco. ovviamente, di primo acchito non gli danno mai ragione.

e cos'è che sempre, regolarmente ripete in ogni cucina in cui va? una bibbia del pensare bene: facciamo dei piatti estremamente semplici da cucinare, veloci da servire, eseguiti bene, con prodotti locali sostenibili, a prezzi relativamente modesti, con nessuna pretenziosità.

la ricetta è imbattibile, eppure qualcuno in qualche puntata riesce comunque ad uscirne male.

un link per una tipica puntata, poi seguire i link a destra.


"unfuckingbelievable! fuck me!"
(g. ramsey)


Postato da: unfair a 17:43 | link | commenti (8)
cibo

giovedì, 18 settembre 2008

bibitoni preferiti dai giovani d'oggi:

- sex on the beach. semplicemente scabroso, robaccia dolce da anni '80. adesso tireranno fuori anche il grasshopper, il between the sheets e il white lady.

- vodka alla pesca e succo d'arancia. ah! grazie, la variante ignorante di quello sopra.

- malibu e coca. mmm. boh. mi sono abbassato ad assaggiarlo e non fa così schifo come si potrebbe pensare all'inizio, comunque l'assaggio m'è bastato.

- amaretto di saronno. non mi son mai piaciuti i biscotti, figuriamoci sta roba.

- fernet. questo lo beveva mia nonna di nascosto.


Postato da: unfair a 13:53 | link | commenti (7)
cibo

martedì, 16 settembre 2008

in particolari situazioni di umidità e temperatura piccoli batuffoli di nuvole si attaccano morbidamente sui fianchi dei monti boscosi. persino nelle prealpi bergamasche, l'equivalente alpino del mare di rimini, questo crea un alone surreale. come quando nevica: il tempo, quello brutto, riesce a trasformare un anonimo sfondo di case, campanili e palazzetti dell'hinterland bergamasco in piccole vallette da fiaba. per carità, non sempre, che quando piove pesante sfrangica mortalmente i coglioni.

ad ogni modo, l'uscita prevede una cena alle 5 del pomeriggio a base di polenta taragna, cinghiale, capriolo e pessimo vino, e tutto questo va ancora meglio col tempo autunnale.

adesso aspettiamo con trepidazione il fine settimana col camino acceso, le castagne sul fuoco, il vino ad onda lunga.


Postato da: unfair a 16:12 | link | commenti (4)
gente, cibo, meteo

lunedì, 11 agosto 2008

la stradina microscopica, quasi dimenticata da dio, s'inerpica e s'arrotola sulle colline ricoperte di vigne tirate a lucido fra i borghi di cloz e di sedilis, appartenenti rispettivamente ai comuni di nimis e tarcento. solo i nomi fanno scappare da ridere. sedilis?

a quanto pare, l'usanza e' quella di non avere assolutamente cartelli o insegne, giusto per facilitare ulteriormente al povero viandante la possibilita' di perdersi. gentili, accoglienti, confortevoli. come dire: "ti prendo per la manina e ti porto affanculo".

pare ovvio, i cellulari non prendono. troppo facile altrimenti. altrettanto ovvio, l'unica lingua di scambio e' il friulano. il volgare italiano e' un emerito sconosciuto. il nostro substrato carnico ci permette la sopravvivenza.

il posto e' bucolico, come giusto che sia, il cielo terso e scuro, macchiato di nuvole dal bianco acremente contrastante, il paesaggio esercita un notevole fascino. siamo al confine settentrionale della produzione della vite in friuli. il genio di queste popolazioni fa si' che lo spalto piu' panoramico in assoluto sia occupato dal parcheggio in cemento armato. popolazioni italiche, geniali forse, genialmente inquietanti di sicuro.

come compagni di scampagnata mi porto i due ragazzi. porelli, non hanno idea di cosa li aspetti, girano con questo sorrisetto imbecille come se ci fosse da divertirsi. la colonna sonora e' rigorosamente savino, infilato in chiavetta usb;
la scelta ricade sulle cinque migliori puntate di ciao belli con galeazzi, chicche mortali che verranno poi mandate a memoria. ripenso ai numeri che dovevamo fare noi per scovare una cazzo di vhs inguardabile del sacro graal dei monty python. loro niente, all'inizio nemmeno colgono le battute.

una semplice stretta di mano, introduzioni rigidissime, cantine ordinate, gente silenziosa e schietta. il trucco c'e', io lo conosco. cosa vi faccio assaggiare? schioppettino? adesso il trucco stanno per conoscerlo anche i due ragazzi. l'uomo stappa, prende quattro bicchieri, svuota la bottiglia in 3 dosi da cavallo di schioppettino piu' un assaggio per se stesso. provo a ribellarmi: poco che devo guidare. con austera ironia risponde che quello che m'ha versato non arriva nemmeno a bagnarmi la gola.

poi una boccia di refosco, stesse dosi. poi a nastro stappa la prima di ramandolo. ecco, il ramandolo. pochissimi produttori, una docg di estensione minima. uve verduzzo, uno dei milioni di vitigni autoctoni locali, colte surmature e lasciate appassire. prezzi ridicoli per bottiglie di una pulizia e di una finezza impressionante, roba che i francesi venderebbero a venti volte tanto.

quindi un'altra del ramandolo che ancora non e' in vendita, elevato in botti d'acacia, se ho capito bene, ma a questo punto il livello alcolico e' gia' impressionante.

mezza dozzina di bocce in tre quarti d'ora, inframezzate da qualche raro ma ottimo stuzzichino. i ragazzi non avevano capito, non se l'aspettavano, adesso stanno ridendo come dei pazzi furiosi, uno zoppica, l'altro non si trattiene. ovviamente l'atmosfera e' cambiata, il nostro uomo e' passato dall'essere il piu' rigido venditore di vino del mondo ad essere un simpatico bonaccione. gli aneddoti si sprecano. le cazzate sono oltre la soglia del sopportabile. beh ragazzi prima di andare via un goccio di grappa per sciacquare la bocca, no? eccolo, boccione di grappa con erbe infuse, come usa qui, da cui fa sgorgare litrate di liquido verde amaro per ognuno di noi. e' la fine. e' la fine. e' la fine. se sapevo che bevevate cosi' poco... ma volete fermarvi a cena? io per fortuna resisto, la ringrazio, dobbiamo veramente andare. carico 36 bocce di quel nettare cosi' dolce cosi' mortale e faccio finta di sapere guidare verso casa.


"siam mica qui per divertirci"
(spinotti)


Postato da: unfair a 15:54 | link | commenti (4)
cibo

sabato, 09 agosto 2008

[pak]l'avevo gia' detto vero, che sto per non comprarti nessun salame. ci vediamo tra una settimana circa.


Postato da: unfair a 01:14 | link | commenti (1)
cibo